Sette anni fa, nel 2019, una proposta di iniziativa consigliare, veniva discussa in Comune a Venezia per decidere il futuro della Pescheria di Rialto, antico edificio di oltre mille metri quadrati, più 250 del loggione, ovvero terrazza, di fronte alla Ca’ D’Oro, che i veneziani d’antan, ricorderanno come ufficio anagrafe, leva militare e successivamente sede provvisoria della Procura. Quando Venezia era una città più vera di adesso…
La Pescheria di Rialto prima proposta bipartisan

La cosa strana era che veniva proposta dai consiglieri Rocco Fiano e Maurizio Crovato, cioè dal sottoscritto. Del Pd, ovvero minoranza, il primo. Dei Fucsia, maggioranza, il secondo. Praticamente la prima delibera bipartisan dell’era Brugnaro. Ovviamente fu bocciata. La proposta trattata dalla sesta commissione urbanistica, si concentrava sulla rivitalizzazione del mercato di Rialto (60% dei banchi chiusi oggi tra frutta e pesce) e la gestione degli spazi nel contesto della pescheria al primo piano, opera neogotica del 1901 dell’architetto Domenico Rupolo e del pittore Cesare Laurenti, da troppi anni abbandonata.
I propositi erano più che buoni

Nella proposta di Rocco e mia insistevamo sugli esempi felici dei mercati storici di Torino e Firenze, recuperati per i cittadini per evitare una nuova chinatown. Il Comitato Rialto Novo con Gabriella Giaretta e l’architetto Donatella Calabi, avevano addirittura presentato un progetto operativo. L’assessore Paolo Romor, all’epoca, sollecitava Musei Civici e Soprintendenza per il vaglio tecnico e la quarta fase, ovvero quella della stesura del bando. Ebbene, sono passati appena sette anni e il bando sembra oggi pronto.
Le spese per la Pescheria di Rialto

È prevista una spesa di 12 milioni. La giunta Orsoni, nel 2013, ipotizzava, così tanto per dire, a Rialto, addirittura un museo e un centro islamico. Preistoria. Proposta subito cancellata. La consigliera delegata alla cultura, Giorgia Pea, sempre nel 2019, sollecitava infine il parere della commissione attività produttive.
Alcuni dubbi

“Finalmente il bando è pronto – critica l’architetto Luciano Claut della Commissione Città Storica e Laguna – ma tante cose non mi convincono, come la costruzione di un nuovo passaggio-galleria, per accedere al ristorante e al loggione. Sembra fatto apposta per creare uno spazio esclusivo e vietare l’accesso dei veneziani residenti al loggione. Hanno posto le cucine in un angolo e creato dei gabinetti con soffitti alti 7 metri. Nemmeno uno studente dello Iuav al primo anno di corso, disegnerebbe una cosa del genere. L’ascensore per accedere al primo piano è sistemato in un angolino”.
Analizzando il bando di Muve

Dati di base: Committente Fondazione Musei civici di Venezia. Oggetto: Affidamento di servizi tecnici (di ingegneria e architettura) per la Riqualificazione delle “Pescherie” di Rialto. (un termine più corretto sarebbe Riuso delle Logge di Pescheria ma tant’è).
I servizi richiesti comprendono tutto l’arco della progettazione dal “Preliminare” (PFTE) alla direzione lavori e sicurezza. Sono compresi anche rilievi e indagini (che potevano essere svolti prima, negli ultimi sette anni, in tutta comodità da Muve, ma tant’è).
La Gara per la Pescheria di Rialto è aperta e internazionale

Il bando offre un rilievo di massima appena sufficiente per svolgere le considerazioni per l’offerta tecnica. Ed offre un progetto (alternativa B) che è stato approvato dal CDA. Pubblicazione bando 30-1-2026. Ricevimento offerte entro il 7-4-2026 (35 gg). Onorario a gara € 1.656.768,46 su cui offrire un ribasso. I concorrenti devono fare un’offerta tecnica ed una economica (a ribasso): quella tecnica vale 90 punti, quella economica 10. Le offerte vengono giudicate da una commissione interna di Muve che sarà composta da 3 a 5 membri.
Veniamo all’analisi

Ci sono diversi piani di analisi. Ne vediamo alcuni. L’aspetto sociale: Associazioni e gruppi di cittadini hanno posto la questione del riuso per 10 anni. Sette anni fa Rialto Novo ha presentato all’Ateneo Veneto, e donato al Comune, un progetto elaborato da specialisti, ampiamente discusso da cittadini ed esercenti. Gli aspetti salienti di quel progetto erano di consentire l’uso di una piccola parte degli spazi anche ad associazioni e cittadinanza. Poi il libero accesso dallo scalone alla terrazza sul Canal Grande come se fosse uno spazio pubblico. Furono raccolte oltre 5000 firme, anche all’estero, per evitare la privatizzazione anche di questo spazio. Assemblee cittadine si sono svolte in pescheria piccola. Diversi architetti hanno aggiunto altri approfondimenti al progetto iniziale.
Nulla, Muve non ha colto questa esigenza

Il progetto di massima elaborato ed approvato da Muve e messo a gara (senza confronto e con scarso approfondimento) non contiene nulla di ciò. Ed é a questo scostamento dalla realtà che si aggiunge la qualità tecnica degli elaborati progettuali.
L’aspetto progettuale: l’analisi del progetto che dovrà essere messo in esecuzione dai vincitori del concorso è sconfortante. Non supererebbe l’esame di disegno e rilievo e l’esame di progettazione del primo anno di architettura.
1 – Viene previsto un ascensore nell’angolo della pescaria grande compromettendone l’integrità spaziale e pure il pregiato solaio in legno che dovrà essere rimosso per alcuni metri quadrati. A fianco dell’ascensore incuriosisce un nuovo piccolo singolo gabinetto alto però sei-sette metri, quanto la Pescheria?
2 – La valenza strategica del corpo di fabbrica delle Poste vece viene sprecata eliminando il prezioso vano dei vecchi impianti termici senza indicare una posizione alternativa.
3 – Gli impianti appunto non esistono. Le macchine per gli enormi volumi d’aria condizionata da gestire non trovano una collocazione (dimenticate?). Un approfondimento con un impiantista ed un architetto sarebbe stato utile prima di lanciare il bando.

4 – Al piano superiore della pescheria grande si ripete la compromissione dell’integrità spaziale della grande aula. Immaginiamo la basilica palladiana di Vicenza o il palazzo della Ragione di Padova trattati come un appartamento per posizionare ascensore, gabinetti, ingressi. Non è mancata nemmeno l’insopprimibile necessità di prevedere una gradinata interna ed un deposito che sottraggono tutto l’affaccio su campo delle Beccarie (vista 2).


5 – La cafetteria turca per non trovarsi svantaggiata si appropria della terrazza sul Canal Grande (vista 6). La cucina è posta nel punto meno accessibile per derrate e personale ma in compenso è nel punto più soleggiato con vista sull’Erbaria (vista 5). Il deposito alimenti è nel sottotetto dando l’opportunità di portare tutto a braccia attraversando la sala da pranzo. Il caffè letterario offre un invidiabile carico d’incendio con scaffali di libri, divani e tappeti e la via d’esodo sembra sottodimensionata. Quanto ai servizi igienici, ci si può servire direttamente del Canal Grande recuperando un’antica tradizione ormai in disuso.
Proposta alternativa per la Pescheria di Rialto?

Il bando però ha un unico dubbio: nelle centinaia di pagine ad un certo punto si trova scritto che l’offerta tecnica ammette anche una “proposta alternativa per rendere accessibili e fruibili in modo indipendente i due corpi di fabbrica evitando nuovi volumi di collegamento”. Si riferisce al fatto che la Soprintendenza ha invitato Muve a non realizzare un inutile nuovo ponte aereo (di fatto un cunicolo) di collegamento tra le due logge. Quindi il giro ritorna alla partenza: da dove si entra nelle logge di Pescheria?
Pescheria di Rialto. Ne parliamo prima delle elezioni?



La gara per l’appalto prevista dal Muve (presidente Mariacristina Gribaudi, direttore scientifico Chiara Squarcina, Mattia Agnetti, segretario organizzativo) diventerà operativa ad aprile. Per il momento non c’è stato nessun pubblico dibattito e non è stata coinvolta la Municipalità. Candidati sindaci Simone Venturini, Andrea Martella, Giovanni Martini, ne vogliamo parlare prima delle elezioni?

















































































Siamo veramente malmessi come cittadini promotori! Non ascoltati e poi tolti di mezzo come offensivi!
Invece le proposte dell’architetto Claut erano perfette sia per l’edificio, sia per l’uso!
Grazie Maurizio per questo articolo!