Il Museo di Torcello si rinnova e diventa parte integrante della rete della Fondazione Musei Civici di Venezia, segnando un passaggio significativo nella valorizzazione della storia più antica della laguna. Dalle prime tracce della presenza umana fino allo sviluppo della civiltà medievale e moderna, il museo racconta un percorso che intreccia archeologia, arte e memoria. L’ingresso nel sistema MUVE rappresenta non solo un’evoluzione gestionale, ma soprattutto un ampliamento della narrazione culturale della città, collocando Torcello accanto ai musei delle isole di Murano e Burano.
Il Museo di Torcello fondamentale per aggiungere un nuovo capitolo alle origini di Venezia

Questo inserimento rafforza il ruolo del museo come tassello fondamentale per comprendere le origini della civiltà veneziana. Torcello, tra i più antichi insediamenti della laguna, fu infatti un centro vitale già in età tardoantica e altomedievale, nonché nodo commerciale attivo sin dall’epoca romana. Tra i primi interventi realizzati dalla Fondazione, una serie di operazioni di manutenzione e aggiornamento degli apparati didascalici ha reso gli spazi espositivi più accessibili e accoglienti. Particolarmente significativo è lo svelamento del deposito nella loggia del Palazzo dell’Archivio, ora nuovamente visibile al pubblico, che valorizza l’importante patrimonio lapideo conservato.
Com’è fatto il museo

Il complesso museale, che comprende il Palazzo del Consiglio e il Palazzo dell’Archivio, è stato concesso al Comune di Venezia per nove anni dalla Città metropolitana e viene oggi gestito dalla Fondazione nell’ambito di una concessione pluriennale. L’obiettivo è dare continuità al lavoro di studio e valorizzazione già avviato, approfondendo il racconto della “Venezia prima di Venezia”.
Per il Sindaco un luogo simbolo della Laguna

Come ha sottolineato il Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, questa scelta nasce dalla volontà di rilanciare un luogo simbolico della laguna, capace di raccontare le radici della città e il legame con l’antica Altino, da cui provennero le prime comunità veneziane. Allo stesso tempo, l’inserimento nella rete dei musei civici amplia l’offerta culturale, portando a quattordici le sedi del sistema e aprendolo a un pubblico sempre più vasto. Un invito, rivolto ai cittadini e ai visitatori, a riscoprire Torcello, anche grazie a iniziative come “Musei in Festa”, che prevede ingressi gratuiti per i residenti della Città metropolitana.
La soddisfazione della Gribaudi

Per la Presidente della Fondazione Musei Civici di Venezia, Mariacristina Gribaudi, l’ingresso del Museo di Torcello rappresenta un ulteriore rafforzamento del sistema museale veneziano e della rete dei musei delle isole. Accanto al Museo del Vetro di Murano e al Museo del Merletto di Burano, Torcello contribuisce a costruire un sistema culturale diffuso e identitario, capace di valorizzare le diverse anime della laguna.
Le collezioni: un viaggio nella storia millenaria della laguna

Il Museo di Torcello nasce nel tardo Ottocento grazie all’iniziativa di collezionisti veneziani e si articola in due sezioni principali, Archeologica e Medievale e Moderna, offrendo una narrazione completa della storia dell’isola e dei suoi rapporti con Venezia e l’entroterra.
La Sezione Archeologica conserva reperti di straordinario valore: dai materiali preistorici ai vasi micenei e ciprioti, testimonianza di antichi traffici marittimi, fino alla raffinata collezione glittica, che include una corniola incisa con le mura di Troia e un sigillo islamico in agata. Di particolare rilievo sono la coppa romana firmata “Clemens” e le ampolle di San Menas, legate alla diffusione di culti africani in epoca bizantina. Tra le opere più significative figurano inoltre l’Erma di Hermes Propylaios e la testa velata del dio Kronos.
Il museo e la sezione Medievale e Moderna

La Sezione Medievale e Moderna, ospitata nel Palazzo del Consiglio, documenta un arco temporale che va dal VI secolo all’Ottocento. I frammenti musivi del XII secolo, raffiguranti Cristo e gli angeli, mostrano strette affinità con i mosaici della Basilica di San Marco. Di grande interesse anche le teste musive degli arcangeli Michele e Gabriele, provenienti da Ravenna, e il frammento architettonico che richiama la definizione di Torcello come “emporion mega”.
Un piccolo capolavoro

Il percorso si completa con opere di grande valore artistico, come la scultura lignea di Santa Fosca e le tele attribuite alla bottega di Paolo Veronese, oltre ai simboli della Serenissima che testimoniano il ruolo civile e istituzionale dell’isola nel corso dei secoli. Con l’ingresso del Museo di Torcello nella rete MUVE, Venezia arricchisce ulteriormente il proprio sistema culturale, restituendo centralità a uno dei luoghi più antichi e simbolici della laguna e offrendo una chiave di lettura ancora più ampia e articolata della sua storia.
















































































